La mindfulness è solitamente definita come una forma particolare di consapevolezza, diretta tanto alle esperienze interne del momento presente, quali emozioni, pensieri e sensazioni corporee, quanto agli stimoli esterni, come quelli visivi, suoni e odori, senza giudicare né reagire ad essi (Kabat-Zinn, 2005). Si tratta di un concetto ed una pratica derivati dal Buddismo, che incoraggiano una consapevolezza attenta del qui ed ora. La mancanza di mindfulness corrisponde all’essere inconsapevoli dei processi aventi luogo nel nostro mondo soggettivo e circostante attuale (Hollis-Walker & Colosimo, 2011). Per esempio, quando compiamo attività complesse che conosciamo bene come se fossimo guidati da un “pilota automatico” probabilmente non siamo mindful, quindi pienamente consapevoli dell’esperienza che stiamo vivendo.
          La pratica regolare di mindfulness non solo aiuta a ridurre le sofferenze quotidiane, ma può anche portare a coltivare qualità positive, tra cui la compassione, vale a dire la sincera esperienza di condivisione del dolore altrui, accompagnata dal desiderio di alleviamento di tale sofferenza. La compassione nei confronti degli altri si distingue dall’auto-compassione, in quanto quest’ultima è diretta alla propria sofferenza. Neff (2003) ne evidenzia tre elementi essenziali:
•      trattare sé stessi con gentilezza e senza un giudizio severo durante i periodi di difficoltà;
•      riconoscere che gli errori, i fallimenti e i problemi fanno parte dell’esperienza comune dell’essere umano e non possono essere isolati;
•      mantenere una consapevolezza equilibrata di pensieri e sentimenti dolorosi, piuttosto che evitarli, reprimerli o sopravvalutarli.

 

Mindfulness e compassione

          Numerosi studiosi affermano che la mindfulness e la (auto-)compassione sono strettamente correlate: Kabat-Zinn (2003) ha notato che l’attenzione consapevole diretta all’esperienza del momento presente sottintende un atteggiamento affettuoso e compassionevole, oltre che un sincero ed amichevole interesse. Similmente, Marlatt e Kristeller (1999) suggeriscono che la mindfulness comprende un’attitudine di amorevolezza nei confronti della propria esperienza immediata. Neff (2003) indica una relazione reciproca tra mindfulness e self-compassion, che si facilitano e migliorano a vicenda. Infatti, rispondere a pensieri e sentimenti negativi con bontà verso sé stessi richiede un’osservazione e un riconoscimento privi di tentativi di evitamento o identificazione eccessiva. A sua volta, la gentilezza verso sé stessi può ridurre la gravità o la minaccia percepita rispetto a pensieri o sentimenti negativi, rendendo più facile mantenere un atteggiamento “mindful”.
          Nonostante la stretta relazione esistente tra mindfulness e (self-)compassion, è importante sottolineare un’importante differenza tra questi due concetti: la mindfulness si rivolge in senso ampio ad ogni tipo di esperienza, piacevole, spiacevole o neutra che sia; compassione e auto-compassione generalmente si limitano a focalizzarsi su emozioni che implicano sofferenza (Germer, 2009). Inoltre, l’auto-compassione si applica al sé globale, mentre le abilità di mindfulness solo qualche volta si dirigono a sé stessi (in particolare le capacità di non-giudizio); infatti, sono spesso definite come una posizione contestuale verso pensieri, sentimenti e sensazioni (Baer, Lykins, & Peters, 2012).

Workshop: Minduflness e Compassione in Psicoterapia

Un numero crescente di ricerche dimostra che mindfulness e auto-compassione sono associate a molti aspetti del benessere psicologico, nonché possono essere coltivate attraverso la pratica. Gli psicologi potrebbero essere interessati ad incorporare tecniche derivanti da questi due modi di essere, diversi fra loro ma intrecciati, nel proprio lavoro, a vantaggio dei clienti. Infatti, essere consapevoli dei propri pensieri e sentimenti significa entrare in contatto con la sofferenza personale.
L’auto-compassione ci insegna l’effetto benefico di auto-comprensione, pazienza ed equilibrio durante esperienze difficili, ma ci ricorda soprattutto che la sofferenza è comune a tutti.
A Milano a marzo si terrà il workshop in Mindfulness e Compassione in Psicoterapia . Il workshop, tenuto dall’illustre Ronald D.Siegel, PsyD Harvard Medical School, è a numero chiuso. È rivolto a psicologi e medici e rilascia 14 crediti ECM. Per maggiori informazioni, visitare il sito https://www.spazioiris.it/home.html o contattateci a formazione@spazioiris.it, 02 94382821.