Mindful play: il gioco consapevole e le funzioni esecutive

 

I bambini sono i maestri del gioco. Quando giocano, vivono il momento presente. Concentrano tutti i loro sensi su ciò che vedono, sentono, odorano e toccano.

I bambini mostrano una tendenza naturale a vivere in uno stato di piena consapevolezza, perché sono più portati a sentire con intensità il momento presente, rispetto agli adulti. 

 

Mindful play: il gioco consapevole

Il gioco consapevole è un’attività di gioco in cui si insegna al bambino e al genitore come essere presenti nel momento.  Il MINDFUL PLAY permette di praticare una meditazione attiva che stimola nel bambino una maggiore introspezione. Ma non solo, le ricerche scientifiche rivelano come il gioco consapevole abbia una serie di vantaggi tra i quali:

  • Migliora la capacità di attenzione 
  • Insegna al bambino a calmarsi imparando a regolare i propri processi interiori
  • Insegna al bambino a come interagire con gli altri, scoprendo i limiti e imparando a gestire i conflitti
  • Favorisce la capacità di prendere decisioni migliori

Le funzioni esecutive

Una maggiore calma unita ad un’aumentata capacità di concentrazione nel presente favorisce nei bambini lo sviluppo intellettivo, permettendo loro di diventare adulti più sereni ed emotivamente più stabili. 

Vediamo ora nello specifico su quali funzioni cognitive agiste il gioco consapevole. 

Esso esercita un’azione sulle funzioni esecutive che sono legate principalmente a tre abilità (sollecitate tramite il gioco): 

  • La memoria di lavoro che consolida le esperienze passate e permette gradualmente di mettere in atto una serie di operazioni finalizzate al raggiungimento di un obiettivo;
  • Il controllo inibitorio che permette di raggiungere uno stato di profonda concentrazione, di essere costanti e di non farsi distrarre. Grazie a questa facoltà il bambino riesce a controllare le proprie azioni ed emozioni 
  • La flessibilità cognitiva che consente di individuare gli errori commessi e di modificare il proprio comportamento o di adottare una nuova strategia per conseguire gli obiettivi prefissati. 

Le funzioni esecutive, quindi, consentono di prendere le decisioni giuste in rapporto agli obiettivi e in relazione all’analisi della situazione e se necessario permettono di elaborare un piano per giungere ad una soluzione. Nella vita di tutti i giorni risultano utili per raggiungere gli scopi prefissati, per affrontare qualunque nuova situazione che si potrebbe presentare e per modificare il comportamento in relazione ai diversi contesti.

L’esperimento del marshmellow

L’interesse dei ricercatori sul ruolo delle funzioni esecutive è noto da tempo. Un famoso esperimento a riguardo è degli anni Sessanta del secolo scorso: l’esperimento del “Marshmellow”. In questo esperimento si misura il concetto di gratificazione differita. 

L’esperimento si articola nel seguente modo. Si mette un bambino in una stanza seduto ad una sedia, sul tavolo gli si lascia un marshmellow e gli si chiede di non mangiarlo. Se riesce a trattenersi ne otterrà un secondo successivamente. L’adulto lascia la stanza per 15 minuti. I bambini vengono studiati nel corso di questi minuti e si nota come le strategie messe in azione siano molto differenti. Alcuni cedono alla tentazione, altri si limitano ad annusare o a leccare il marshmellow o ne mordono un pezzetto. La strategia adottata, nell’attesa del ritorno dell’adulto è molto soggettiva e mette in luce come lo sviluppo delle funzioni esecutive, in questo caso specifico del controllo inibitorio, non sia identico nei bambini. 

L’aspetto più interessante di questa ricerca riguarda i risultati dello studio longitudinale. A distanza di 20, 30 anni i bambini che erano riusciti ad aspettare il rientro dell’adulto senza toccare il marshmellow sono quelli che hanno conseguito risultati migliori in ambito scolastico, professionale e in termini di relazioni interpersonali. I bambini che non hanno ceduto alla tentazione sono quelli che beneficiano di relazioni sociali più soddisfacenti con il gruppo dei pari, con gli insegnanti e successivamente con il partner. 

Risulta pertanto fondamentale allenare queste funzioni cognitive fin dalla tenera età poiché sono quelle funzioni che favoriscono l’adattamento a situazioni inedite e che permettono di intraprendere sequenze di azioni avendo ben chiaro l’obiettivo finale. 

Gli adulti, attraverso il gioco, possono fare molto per favorire lo sviluppo e il potenziamento di queste abilità nei bambini. Possono infatti mettersi in ascolto e seguire il bambino nel gioco lasciando che sia lui a guidare ciò che accade; in questo modo favoriscono una sorta di pratica di consapevolezza.  Questi momenti in cui il bambino ha il controllo della situazione consentono uno spazio caldo e sicuro che può essere utile per costruire fiducia e resilienza. 

Il gioco consapevole può aumentare la fiducia in se stesso del bambino e al contempo facilitare relazioni più profonde e significative con gli altri.

Interventi di Mindfulness in età evolutiva

Ad ottobre sono previste 3 giornate di training intensivo sugli Interventi di Mindfulness in età evolutiva. Questo percorso formativo fornisce le basi, ai professionisti del settore, per iniziare ad applicare la mindfulness con bambini ed adolescenti.

Al termine del percorso verrà rilasciato l’Attestato: Corso di formazione in interventi di Mindfulness in età evolutiva”.

I posti sono limitati. Per maggiori informazioni visitare il sito o contattataci a formazione@spazioiris.it, 02 94382821.